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Il focus di Aliz sulla ricostruzione in gel
By febbraio 16, 2018 0 Comment

Il focus di Aliz sulla ricostruzione in gel

Amo la ricostruzione in gel, perché ha rivoluzionato l'applicazione delle unghie artificiali, aprendo il lavoro anche a chi, alle prime armi, non aveva dimestichezza con la ricostruzione e poteva trovare più difficoltà con la ricostruzione in acrilico. La ricostruzione in gel nell'ultimo decennio si è molto diffusa in Europa, rispetto ad altri continenti, dove l'acrilico è ancora il metodo più conosciuto ed utilizzato.

Il vantaggio di questa tecnica, per molte onicotecniche, consiste nella “facile” applicazione di una resina fotoindurente che polimerizza con la luce UV o LED, permettendo tempi di lavorazione più lunghi.

Parleremo quindi delle resine fotoindurenti necessarie per gli step della ricostruzione.

Le resine fotoindurenti per la ricostruzione in gel

Esistono diversi tipi di resine utilizzabili come base (gel di base) e dedicate però SOLO a questa fase.

Poi ci sono i costruttori, che in relazione alle loro caratteristiche (3in1, 2in1 e 1in1) potrebbero essere utilizzati per una o più fasi delle lavorazioni.

sigillanti, invece, vanno utilizzati solo per l'ultima parte del lavoro.

Perché esistono gel monofasici, bifasici e trifasici?

Il lavoro di ricostruzione in gel si sviluppa in 3 "fasi" principali: base, realizzazione della curva “C” e sigillante.

Per andare incontro alle necessità del lavoro da salone e alle richieste del mercato sono stati sviluppati gel ottimizzati per le singole fasi (trifasici) e altri che invece permettono in un'unica stesura di realizzare completamente la ricostruzione (monofasici).

Uso delle resine nelle fasi

Il gel monofasico è un costruttore che può essere utilizzato contemporaneamente come base, bombatura e sigillante in un'unica fase, mentre il bifasico può essere utilizzato per due fasi, invece il trifasico è specifico solo per una fase di lavoro.

I costruttori moderni effettivamente permettono in molti casi, soprattutto sulle lunghezze da salone o nel caso dei refill mensili, di fare un'unica applicazione (base, bombatura, sigillante); ma se si desidera ottenere una struttura più stabile e resistente, rispettando il letto ungueale, è sempre meglio separare le fasi di lavoro, pur utilizzando un monofasico.

Non va più molto di moda l'uso del trifasico, perché ritenuto un sistema del passato e superato, e la maggioranza delle onicotecniche utilizza comunque tre prodotti diversi per le tre diverse fasi di lavoro. Il sistema trifasico prevede l’utilizzo di tre prodotti differenti per le tre principali fasi di lavoro. La produzione di trifasici nei ultimi anni si è molto ridotta e ormai quasi tutte le aziende propongono i prodotti monofasici. In realtà l'onicotecnica utilizza il monofasico come un trifasico. Monofasico di nome ma non di fatto!

Non si parla mai del bifasico, che è un prodotto utilizzabile come base e per la realizzazione della curva”C”, ma non come sigillante.

Invece considerando le abitudini attuali delle onicotecniche, potrebbe essere molto pratico scegliere un bifasico da utilizzare nelle prime due fasi, acquistando un unico prodotto per la struttura rendendola uniforme per caratteristiche, e optare per un sigillante specifico per l'ultima fase.

Quali sono le fasi di lavoro per un corretto utilizzo delle resine fotoindurenti?

Affronteremo ora le fasi necessarie al corretto utilizzo delle resine fotoindurenti, senza entrare nel dettaglio delle fasi di una ricostruzione vera e propria.

1. Stesura del liquido (o liquidi) preparatore

Nella ricostruzione con un gel in generale uno dei primi passaggi necessari è la stesura di un liquido preparatore Primer, con o senza acido, per creare l’adesione tra la lamina dell'unghia naturale e il costruttore che verrà applicato sopra.

Alcune aziende prevedono la stesura anche di più liquidi, per questo si può parlare di più liquidi preparatori.

2. Stesura di uno strato sottile di gel

I prodotti utilizzabili in questa fase sono: un gel di base del sistema trifasico un gel costruttore mono o bifasico steso in uno strato sottile

3. Realizzazione della curva “C”

4. Stesura del sigillante

Per l’ultima fase si prevede la stesura di uno di questi prodotti: un gel di finitura del sistema trifasico (con o senza strato dispersivo) un costruttore monofasico a vostra scelta (si consiglia un costruttore con bassa/media viscosità per evitare che rimangano i segni del passaggio del pennello).

Gli step della ricostruzione in gel in sintesi

Cosa si intende per “viscosità” dei costruttori?

La viscosità rappresenta la capacità della materia di scivolare opponendo più o meno attrito e, quindi, di scorrere più o meno velocemente.

In commercio si trovano costruttori di diverse viscosità: questa caratteristica dei prodotti permette di eseguire con minore o maggiore precisione i passaggi e ai prodotti di essere più o meno autolivellanti.

Per poter scegliere correttamente e soddisfare le proprie esigenze è necessario comprendere la differenza tra le diverse tipologie.

La scelta del costruttore è fondamentale per l’esecuzione professionale del lavoro, e va fatta in base all’esperienza e alle proprie abilità di stesura. Dovrete adottare un prodotto che vi facilita la ricostruzione, rendendola sicuramente più veloce e piacevole, e migliore come risultato finale.

Tutti i costruttori modificano la propria consistenza, e le proprietà relative, in base alla temperatura, risultando più o meno malleabili nella lavorazione.

Ad esempio un costruttore ad alta viscosità se utilizzato a basse temperature, diventa di difficile lavorazione, mentre in estate potrebbe essere un prodotto “comodo”, perché mantiene maggiormente la propria viscosità e non tende a scivolare, come invece potrebbe succedere con un costruttore a bassa viscosità..

Bassa viscosità

Il costruttore a bassa viscosità è consigliato per l’onicotecnica esperta, per chi ha già dimestichezza nella ricostruzione, in quanto il prodotto si sposta velocemente.

Ciò che facilmente si stende, è molto meno controllabile. Anche per questo il suo uso è sconsigliato in estate e con le temperature elevate, quando il prodotto diventa più fluido.

Un costruttore a bassa viscosità è quello maggiormente utilizzabile come gel di finitura o sigillante, grazie alla sua consistenza, ed è facilmente malleabile. Si adatta bene alla ricostruzione su unghie molto corte e/o piccole e per il refill.

Se monofasico si può utilizzare come base sottile.

Media viscosità

Il costruttore a media viscosità è adatto alle onicotecniche anche meno esperte o per chi, per gusto personale, preferisce questo tipo di prodotto, molto malleabile, per il tipo di lavorazione. Data la sua viscosità è ancora autolivellante, non necessita di una particolare lavorazione (ad esempio la stesura a pennello) e nello stesso tempo si sposta lentamente, con un minor rischio di spostarsi rapidamente verso la zona cuticolare.

Alta viscosità

Il gel costruttore ad alta viscosità, anche se apparentemente più difficile nella stesura, è consigliato sicuramente per i principianti, perché generalmente il prodotto non si sposta mai, ma non per le autodidatte, necessitando di una stesura particolare.

In base alle aziende produttrici alcuni sono più o meno autolivellanti. Alcuni sono di più facile lavorazione e altri meno malleabili, sempre a parità di viscosità alta.

Se avete la possibilità di provare il prodotto, di toccarlo con mano o vedere il vasetto aperto, scegliete quello che crea meno filamenti ed è meno “mieloso” per consistenza, perché altrimenti potrebbe mettervi in difficoltà durante la lavorazione. Ovviamente a temperature molto basse, in locali molto freddi o in inverno, si consiglia di tenerlo al riparo, appoggiato su una superficie a temperatura di circa 20°-25° costante.

La nostra master è riuscita a fugare qualche dubbio? 

E ora...a voi la scelta! 

Aliz

Consigli di utilizzo dei costruttori in relazione alla loro viscosità